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× Il Dr. Odorizzi è Vicepresidente della Commissione preposta all'accertamento delle condizioni di sordità per la Provincia autonoma di Trento.

SORDOMUTISMO E PERCENTUALE DI INVALIDITA' CIVILE

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06/02/2015 19:10 #344 da PUMA
Il quesito essenziale è: qual è la percentuale d’invalidità civile attribuita per sordomutismo?
Mi spiego meglio.
Sono stato a suo tempo riconosciuto dal Centro Medico Legale di Bologna sordomuto (L. 381/1970 e 508/1988) con esonero da future visite di revisione per applicazione del DM 02/08/2007; come tale percepisco l’indennità di comunicazione prevista ai sensi della legge 102/2009. Sono in piena attività lavorativa, impiegato nella PA.
Inoltre, dopo richiesta per aggravamento, nel 2011, la Commissione Medica per l’accertamento dell’handicap mi riconferma che sono stato riconosciuto ai sensi dell’art. 4 della Legge 05 febbraio 1992 n. 104 PORTATORE di HANDICAP (comma 1 art. 3).
Nel verbale di accertamento dell’invalidità civile, delle condizione visive e della sordità ai sensi dell’art. 20 della legge 3 agosto 2009 n. 102 viene indicata dal CML: invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa dal 74% al 99% (art. 2 e 13 L. 118/1971 e art. 9 DL 509/1988) con percentuale : 85%.
Nel 2015 ritorno a presentare richiesta di aggravamento, per problemi di salute sopravvenuti e già indicati in precedenza, ma per l’appunto accentuatosi, e consistenti essenzialmente in una serie di patologie la più seria della quali è riconosciuta l’insufficienza renale cronica, l’ipertensione arteriosa in trattamento e insufficienza venosa AA II.
Chiedo pertanto che mi sia riconosciuto anche il comma 3 art. 3 della L. 104, portatore di handicap grave, di modo che essenzialmente possa usufruire dei tempi di assenza dall’attività lavorativa per cure.
La Commissione Medica mi riconosce e mi riconferma tuttavia solo ai sensi dell’art. 4 della Legge 05 febbraio 1992 n. 104 PORTATORE DI HANDICAP (comma 1 art. 3).
Quello che appare di dubbia interpretazione è che la Commissione Medica riconosce l’interessato invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa dal 34% al 73% (art. 2 e 13 L. 118/1971 e art. 9 DL 509/1988) con percentuale: 46%.
Nella tabella ministeriale del Ministero della Sanità - 5 febbraio 1992, la percentuale d’invalidità ordinata per apparati, solo per il codice 4008: SORDOMUTISMO O SORDITA’ PRELINGUALE DA PERDITA UDITIVA GRAVE BILATERALE CON EVIDENTI FONOLOGOPATIE AUDIOGENE, così indicato espressamente per me, è dell’80%.
Per quale motivo quindi la mia percentuale d’invalidità è stata più che dimezzata, passando dall’85% al 46%? Quale probabile esito di ricorso avverso tale decisione?
Si ringrazia per attenzione e risposta.

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  • Flavio Odorizzi
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da Flavio Odorizzi
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08/02/2015 19:38 #351 da Flavio Odorizzi
Risposta da Flavio Odorizzi al topic SORDOMUTISMO E PERCENTUALE DI INVALIDITA' CIVILE
Caro paziente, la Commissione ha agito correttamente....

Un detto Veronese dice che non si può avere " ovo - galina e cul caldo" per significare che non è possibile avere più cose insieme.

Lei è stato riconosciuto sordomuto e gode pertanto delle provvidenze stabilite dalla Legge per tale menomazione sensoriale; la normativa specifica espressamente che, in occasione della valutazione dello stato di invalidità civile devono essere escluse le menomazioni già riconosciute di competenza dalla Commissione Ciechi Civili, da quella del Sordomutismo e le menomazioni che sono già state indennizzate in altro ambito assistenziale ( INAIL e pensionistica di guerra e di privilegio).

La Commissione ha quindi correttamente valutato le "altre patologie" e sicuramente deve avere indicato nel verbale che è stato escluso il sordomutismo.

Eviti di inoltrare ricorso giudiziario contro tale valutazione in quanto sarebbe sicuramente soccombente.

Per quanto riguarda il parere della Commissione in tema di riconoscimento dell'handicap condivido appieno la valutazione: il riconoscimento della condizione di gravità,nel caso del Sordomutismo, almeno nella Commissione che io presiedo, è riconosciuto solamente in casi particolari e, prevalentemente, nel caso di giovanissimi sordomuti che, durante l'acquisizione del linguaggio, necessitano di intenso trattamento logopedico o successivamente ad impianto cocleare per lo stesso motivo.


Cari saluti


Flavio

Medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni a Trento e Bolzano.
Ringraziano per il messaggio: PUMA

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  • PUMA
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10/02/2015 12:59 #358 da PUMA
Gentile dottore,
La ringrazio davvero di cuore! Chiaro, sintetico, esaustivo, fossero tutti come lei, ci risparmieremmo un bel po’ di problemi! Complimenti davvero! E mi creda nessuna piaggeria, ho cinquantanove anni, adulto e vaccinato! Sordomuto dalla nascita per trauma da parto, anzi sordo come legge prescrive, e bilingue, LIS e oralismo.
Nulla da eccepire a quanto da lei detto, va bene così. Magari per maggior chiarezza avrei dovuto allegare i referti, ma va bene lo stesso.
Solo che faccio fatica a capire, mi creda.
Io richiedevo il comma tre dell’art. tre della 104 per usufruire dei tre giorni di permesso retribuito, che davvero mi servirebbero. Ed anche per un sussidio extra per l’acquisto di protesi digitali, ma tant’è.
Lei mi dice: non viene quasi mai dato a sordomuti adulti, almeno nella sua commissione è così.
Eppure io so di sordomuti adulti che ne usufruiscono.
E mi chiedo: ma il sordomutismo non è considerato dall’OMS un evento grave, al pari della cecità?
Il giudizio di gravità va riferito allo svantaggio sociale, all’handicap, non alla malattia, ed è frutto di una valutazione globale delle capacità del soggetto, l’essere portatori di sordità infantile rappresenta, uno svantaggio alla vita affettiva, relazionale e lavorativa e pertanto nessun problema nel riconoscere la condizione di handicap grave.
Ma al sordomuto adulto, anche già inserito nel mondo del lavoro e coniugato, non si riconosce lo stesso giudizio? Non si determina la necessità d’intervento assistenziale continuativo?
Ecco, io per spiegarmi le elenco alcune banali difficoltà che incontro tutti i giorni, e per risolverle DEVO contare su altri, quindi non sono autonomo.
Non mi è possibile chiedere informazioni di qualsiasi tipo (anche futili) per telefono.
Impossibile farmi prescrivere un farmaco per telefono.
Impossibile richiedere informazioni utilizzando “il numero verde” delle ditte.
In caso di malattia, la visita fiscale va attesa “a occhi aperti”, per non correre il rischio di passare per assenteisti, non “vedendo” il fatidico flash che indica il suono del campanello della porta.
Difficile chiamare il medico urgente e l’ambulanza.
Impossibile sentire qualsiasi messaggio di pericolo, d’incendio, di “abbandono nave”.
Le auto “civetta” della polizia usano per lo più solo la sirena e rischiano d’investire i sordi.
Poco cinema. Mai radio. Rare le conferenze, tavole rotonde e presentazioni politiche ove sia previsto l’interprete. Poca televisione essendo sottotitolati prevalentemente i film e non il telegiornale, i dibattiti culturali o quelli politici. Possibile l’uso dell‘auto ma non per lunghi viaggi se non si è accompagnati. Non è possibile “sentire” i rumori da difetti dell’auto e ci si accorge del guasto quando l’auto si ferma. Problemi nel chiedere informazioni su vie, percorsi o ascoltare notizie via radio sulle vie non transitabili. Il vigile fischia? Non per i sordi!
Difficoltà anche per viaggi in treno e aereo: impossibile ascoltare i messaggi tramite altoparlante che indicano partenze, ritardi ma soprattutto le modifiche, all’ultimo momento delle uscite se viaggio aereo o del binario in stazione se treno.
Agli sportelli: “Quando è il turno? Hanno chiamato me?”.
In sintesi: credo che anche il sordomuto adulto, presentando un disturbo permanente, continuativo e globale nella sfera di relazione può essere riconosciuto portatore di handicap grave.
Dottore: un suo pensiero! Sarà graditissimo! Ad majora, con viva cordialità!

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16/02/2015 10:58 #369 da Flavio Odorizzi
Risposta da Flavio Odorizzi al topic SORDOMUTISMO E PERCENTUALE DI INVALIDITA' CIVILE
Caro paziente,

leggo con piacere le sue argomentazioni che conosco ormai da anni; l'ass.ne Sordomuti infatti è molto dinamica sia nelle attività di informativa che nella fornitura degli ausili alle persone affette da sordomutismo.
Le moderne tecnologie e, in particolare, telefonia e mail, hanno, di fatto, sopperito alla maggior parte delle difficoltà da lei elencate.

Il Sordomuto è infatti, al giorno d'oggi persona con autonomia pressochè completa e le " poche difficoltà da Lei elencate " non possono sicuramente configurare una riduzione tale dell'autonomia personale da rendere indispensabile un intervento assistenziale continuativo e globale nella sfera di relazione e , ancor meno in quella individuale.

Al giorno d'oggi si pone invece un altro problema alla luce delle conquiste tecnologiche e, in particolare degli impianti cocleari.

Tali ausili hanno di fatto consentito ai sordomuti l'acquisizione del linguaggio, nella maggior parte dei casi senza nemmeno dislalia audiogena secondaria.

La normativa attuale prevede che la valutazione del sordomutismo deva essere effettuata con riferimento agli esami audiometrici senza correzione protesica e pertanto, al giorno d'oggi, devono essere considerati sordomuti a tutti gli effetti.

E' prevedibile che il Ministero intervenga prendendo atto della possibilità di emendare tale menomazione sensoriale.

Cari saluti

Flavio

Medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni a Trento e Bolzano.
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