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COMA

Stato di incoscienza dal quale il soggetto non può essere risvegliato con alcun stimolo per quanto vigoroso; può esservi solo qualche risposta di natura puramente riflessa, che non significa presenza di alcun grado di coscienza. Si distinguono, in genere, quattro gradi.

Primo grado: il soggetto può essere risvegliato da stimoli di varia natura ed è in grado di rispondere all'esaminatore anche se confusamente; durante questo risveglio il riflesso corneale e pupillare è normale. Quando lo stimolo cessa, il soggetto ritorna al suo stato di coma. L'elettroencefalogramma è del tipo lento con presenza di onde theta e delta monofasiche frontali o focali.

Secondo grado: il soggetto reagisce a stimoli dolorosi e tattili, sonori e luminosi di una certa intensità cercando di allontanare lo stimolo; se stimolato con una certa intensità, il soggetto può risvegliarsi a tale punto di essere in grado di rispondere brevemente a qualche domanda e di eseguire comandi semplici. Il controllo degli sfinteri può essere presente o assente; i riflessi sono torpidi o assenti. L'elettroencefalogramma presenta attività delta, interrotta da attività piatteo rapide.

Terzo grado: il soggetto reagisce solo agli stimoli dolorosi con movimenti coordinati. Le risposte verbali si limitano a un semplice lamento o a un mormorio, oppure il soggetto non può essere risvegliato. I riflessi sono assenti. L'elettroencefalogramma è rappresentato da una continua, invariabile, successione di onde delta.

Quarto grado: il soggetto non reagisce ad alcuno stimolo, qualsiasi segno di funzione cerebrale è assente; i riflessi sono assenti. L'elettroencefalogramma è pressoché isoelettrico.

Il coma può avere varia origine; quello traumatico dipende da lesioni organiche cerebrali, per cui ben difficilmente a un coma di tale origine non residuano postumi a carattere permanente a carico del sistema nervoso centrale.

COMMOZIONE

Si indica con questo termine qualunque perturbazione reversibile delle funzioni di organi colpiti da traumi, senza che siano rilevabili lesioni organiche (commozione polmonare, addominale, midollare, ecc.).

COMMOZIONE CEREBRALE

Perdita di coscienza transitoria con riduzione della sensibilità, reflettività e motilità, per compromissione funzionale traumatica reversibile del sistema nervoso centrale.

COMMOZIONE LABIRINTICA

Sofferenza del labirinto dell'orecchio interno dovuta a traumi del capo che non hanno prodotto lesioni organiche; può essere isolata od associata a commozione cerebrale. Si manifesta con diminuzione dell'udito, acufeni, vertigini, più o meno accentuati, che tendono talvolta a regredire.

CONGELAMENTO

Lesione di segmenti corporei dovuta all'esposizione a basse temperature. Si distinguono tre gradi di gravità a seconda della progressione del processo di mortificazione dei tessuti. Postumi permanenti possono tuttavia conseguire a congelamenti di qualunque grado, sotto forma di alterazioni della sensibilità locale, disturbi di circolo o del trofismo, alterazioni ossee o articolari, fenomeni dolorosi.

CONTENZIONE (mezzi di)

Qualunque dispositivo confezionato allo scopo di favorire il processo di guarigione di lesioni dell'apparato locomotore immobilizzando le parti lese (fasciature, apparecchi gessati, fissatori esterni, ecc.).

CONTUSIONE

Lesione traumatica da ricondurre ad urto del corpo con oggetti solidi a superficie piana ed ottusa. Gli effetti contusivi possono realizzarsi a livello della cute e del sottocutaneo (ferite lacerocontuse, ecchimosi, ematomi), dello scheletro (contusioni articolati, lussazioni, fratture), e dei visceri (contusioni e rotture di organi).

CORDA DEL TIMPANO

Ramo collaterale del nervo facciale che si unisce al nervo linguale; le sue lesioni producono perdita del gusto nei due terzi anteriori della lingua.

COSTEN (sindrome temporo-mandibolare di)

È caratterizzata essenzialmente da rigidità nell'apertura della bocca, dolore pressorio ed alla mobilizzazione temporomandibolare, otalgia, ipoacusia, acufeni, vertigini con nistagmo, glossodinia, cefalea; tali sintomi sono accentuati dai movimenti masticatori. Può manifestarsi per artrosi temporomandibolare o per incongruenze di tale articolazione.

CUFFIA DEI ROTATORI

Complesso di muscoli (sottoscapolare, sovraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo) che con i loro tendini si inseriscono sulle due tuberosità dell'omero prendendo intimo contatto, e rinforzandola con la capsula articolare. La sua rottura è frequentemente da ricondurre a degenerazione dei tendini dei relativi muscoli riconducibile ad impingement ( sfregamento ) della testa omerale contro l'acromion con compressione ripetuta a progressiva usura dei tendini.