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Glossari

Termine Definizione
DECUBITO (ulcera da)

Soluzione di continuo della cute, con scarsa tendenza alla cicatrizzazione, secondaria a necrosi dei tessuti solitamente dovuta a prolungata compressione ( prolungata immobilizzazione a letto).

DEMENZA

Decadimento globale delle fondamentali facoltà mentali intellettive (percezione, attenzione, associazione, memoria, immaginazione e giudizio), volitive ed affettive. Può dipendere da gravi lesioni cerebrali di origine traumatica o da lesioni degenerative dell'encefalo.

DERIVAZIONE LIQUORALE (intervento di)

Intervento chirurgico ( si effettua per ridurre l'ipertensione endocranica) che comporta l'introduzione di un catetere, munito di valvola unidirezionale, nella cavità idrocefalica e che, fatto passare attraverso la teca cranica e sottocute, raggiunge il peritoneo ove scarica l'eccesso di liquor cefalo rachidiano.

DESAULT (fasciatura di)

E' un bendaggio in fasce che si applica nelle fratture della clavicola o nei traumi di spalla e che mantiene il gomito contro il fianco con interposizione di un cuscinetto nel cavo ascellare.

DIADOCOCINESIA

Capacità del soggetto normale di compiere rapidi movimenti antagonisti (ad esempio, pronazione e supinazione della mano); tale capacità viene ridotta o abolita per lesioni del cervelletto (adiadocodnesia).

DIAFISI

Quella parte delle ossa lunghe compresa tra le due estremità che si chiamano epifisi.

DIAFRAMMA

Parete muscolotendinea che separa la cavità toracica da quella addominale.

DIASTASI

Allontanamento permanente di due superfici o di due monconi di frattura ( che ostacola il processo di riparazione).

DIPLOPIA

Visione doppia degli oggetti per mancanza di fusione delle im magini, in quanto si formano in settori non corrispondenti della retina dei due occhi. Si verifica nelle paresi o paralisi dei muscoli che presiedono ai movimenti dei globi oculari, e possono anche avere origine traumatica.

DISARTICOLAZIONE

Amputazione di un arto o parte di esso a livello di un'articolazione.

DISARTRIA

Disturbi dell'articolazione verbale di origine nervosa centrale.

DISESTESIA

Disturbo della sensibilità soggettiva caratterizzato da sensazioni diverse da quelle che lo stimolo applicato dovrebbe determinare (ad esempio, il soggetto, invece di avvertire la punta di un ago, avverte solo un toccamento o altra diversa sensazione).

DISFAGIA

Difficoltà della deglutizione che può dipendere da lesioni dell'esofago o da lesioni del nervo vago.

DISFONIA

Riduzione della voce che può essere secondaria a paralisi cordali, cause infiammatorie, neoplastiche e infettive.

DISLALIA

Disturbo dell'articolazione verbale di origine periferica.

DISLEXIA

Difficoltà della capacità di leggere, meno grave della alexia.

DISMETRIA

Alterazione dei movimenti volontari che vengono effettuati con misura, ritmo e direzione errati. Si rileva con le prove indice-naso e calcagno-ginocchio ed è segno patognomonico di lesione cerebellare.

DISRIFLESSIA

Asimmetria dei riflessi superficiali o profondi.

DISTACCO DI RETINA

Scollamento della membrana nervosa interna dell'occhio (retina) dalla membrana vascolare (coroide) che può essere parziale o totale. La retina scollata risulta cieca. Un distacco parziale lasciato a se stesso tende, in genere, a divenire totale. Notevole importanza nel determinismo del distacco di retina hanno i traumi, diretti o indiretti, quantunque a tale riguardo sia preponderante la predisposizione del soggetto (miopia elevata, alterazioni degenerativeo lesioni del fundus). Infatti in buona parte dei distacchi di retina, non esiste alcun precedente traumatico.

DISTORSIONE

Brusca e momentanea alterazione dei rapporti di un'articolazione, accompagnata da lesioni delle parti molli articolari. Le distorsioni sono in genere dovute a traumi indiretti e sono più esposte le articolazioni del polso, del ginocchio e della caviglia. Si distinguono in « semplici » se accompagnate da lesioni capsulolegamentose periarticolari, e in « complicate », se con lesioni legamentose endoarticolari (tipiche quelle del ginocchio, con lesioni dei menischi o dei legamenti crociati). Le prime guariscono spesso senza postumi, mentre alle seconde molto frequentemente, residuano postumi (idrartri recidivanti, lassità legamentose, ossiíicazioni periarticolari, artrosi).