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Glossari

Termine Definizione
FERITA

Soluzione di continuità della cute e dei tessuti sottostanti. Si distinguono ferite da punta, da taglio, da punta e taglio, da fendente, lacero-contuse, a seconda della modalità di produzione. La garigione lascia un esito cicatriziale più o meno evidente a seconda delle caratteristiche dei margini, della profondità, del trattamento, della durata del periodo di cicatrizzazione.

FIBROTORACE

Ispessimento e fusione dei foglietti pleurici con abolizione della cavità pleurica e retrazione dell'emitorace corrispondente con progressiva perdita funzionale.

FISSATORE

Apparecchio di contenzione delle fratture che si ancora in più punti all'osso fratturato in genere mediante viti metalliche transcheletriche, per impedire spostamenti, fino ad un buon consolidamento della frattura Tali apparecchi prendono in genere il nome del loro ideatore.

FISTOLA

Tragitto patologico che mette in comunicazione visceri cavi tra di loro o visceri e cavità patologiche.

FLESSIONE

Movimento di un'articolazione con il quale si avvicinano i due segmenti che concorrono a formarla.

FOLGORAZIONE

Investimento dell'organismo da parte della corrente elettrica. Va tenuto presente che la pericolosità della corrente è direttamente proporzionale all'intensità (amperaggio) e pertanto è anche direttemente proporzionale
al voltaggio, ma inversamente proporzionale alla resistenza offerta dalla cute, che, normalmente elevata, può diminuire in particolari condizioni (sudorazione, contatto con liquidi); la corrente alternata, inoltre, è più pericolosa di quella continua. Localmente, nei punti di entrata e di uscita della corrente del corpo, si possono avere ustioni anche estese, mentre, dal punto di vista generale, qualora la corrente non provochi la morte del soggetto, si possono avere postumi a carico dell'apparato cardiocircolatorio (disturbi del ritmo cardiaco, infarti miocardici) e del sistema nervoso.

FONAZIONE

Emissione della voce alla quale concorrono gli apparati toracopolmonare, laringeo e nervoso.

FOTOFOBIA

Abnorme intolleranza alla luce, anche non molto intensa; caratteristica soprattutto delle affezioni della cornea.

FRATTURA

Soluzione di continuità di una struttura ossea o cartilaginea. Tra le fratture si distinguono: « f. a becco di flauto », ossia obliqua; « f. a cuneo », di un corpo vertebrale con schiacciamento per cui esso assume, in proiezione laterale, tale aspetto; « f. a legno verde », tipica dei bambini, incompleta, con l'aspetto che si ottiene tentando di spezzare un ramo di legno fresco; « f. amielica », frattura del rachide senza interessamento del midollo spinale;
« f. comminuta », caratterizzata dalla formazione di numerosi frammenti; « f.espo-sta », alla quale si associa lesione delle parti molli, per cui il focolaio di frattura comunica con l'esterno e può infettarsi; « f. ingranata », nella quale i monconi ossei si incastrano tra di loro; « f. intracapsulare », ossia intra-articolare; « f. mielica», frattura del rachide con interessamento del midollo spinale; «f. patologica », che si verifica in sede di lesione ossea preesistente; « f. rizomielica », frattura del rachide con interessamento delle radici nervose del midollo spinale; « f.scomposta », con dislocazione dei monconi o dei frammenti ossei; « f. trimalleolare », dei due malleoli di un piede e del margine posteriore della tibia (cosiddetto« terzo mlleolo di Destot »).

FRUSTA (colpo di)

Brusco movimento di estensione del capo, seguito da movimento di flessione o viceversa, che si verifica frequentemente in occasione di scontri di autoveicoli e in particolare di « tamponamenti » e che può pro durre lesioni cervicali.

FUNDUS


Vasta area corrispondente a gran parte della superficie posteriore e interna della membrana oculare sensibile (retina); è esplorabile mediante l'oftalmoscopia, che permette anche di osservare l'aspetto della papilla ottica
(la quale corrisponde al punto di penetrazione nel bulbo del nervo ottico e dei vasi retinici), le cui alterazioni sono segno di edema o ipertensione endocranica.

GALEAZZI (frattura di)

Frattura distale del radio con lussazione dell'estremità distale dell'ulna.

GANGRENA

Morte dei tessuti che può verificarsi per molteplici cause. Si distinguono una gangrena secca, che si verifica in genere alle estremità degli arti per diminuzione marcata o arresto dell'afflusso di sangue per occlusione di arterie, e una gangrena gassosa, frequentemente mortale per il grave stato tossinfettivo che induce, dovuta a penetrazione nell'organismo di germi del genere « Clostridium » attraverso ferite cutanee.

GIBBO

Deformazione della colonna vertebrale caratterizzata da angolatura aperta in avanti. Consegue, ad esempio a traumi che abbiano deformato « a cuneo » i corpi vertebrali.

GINOCCHIO SFORTUNATO (sindrome del)

Poco usata nella terminologia scientifica italiana, corrisponde alla traduzione di « unhappy syndrome » degli
AA. di lingua inglese. Si tratta della contemporanea lesione del legamento collaterale mediale, del menisco mediaie e di un legamento crociato (lesione, cioè, del compartimento mediale del ginocchio). Gli AA. italiani indicano preferibilmente tali casi con il termine di « triade », riservando quello di «pentade » ai casi in
cui, oltre le lesioni suddette, si ha anche quella dell'altro legamento crociato e della capsula posteriore.

GLABELLA

Si indica con questo termine la regione del viso posta tra i due sopraccigli, alla radice del naso.

GLAUCOMA

Malattia dell'occhio caratterizzata fondamentaimente dall'aumento della pressione endobulbare, che può condurre a cecità per compressione del nervo ottico. Può anche essere di origine traumatica, per lesioni che abbiano compromesso l'idraulica endobulbare.

GOYRAND (frattura di)

Frattura dell'estremità inferiore del radio con deformeazione del polso cosiddetta « a ventre di forchetta », per spostamento dei frammenti inverso a quanto avviene nella frattura di Colles. È dovuta in genere a cadute sul dorso della mano.

GUÈRIN (frattura di)

Frattura trasversale bassa bilaterale del mascellare superiore.

HERRGOTT (frattura di)

Frattura dell'estremo prossimale del perone con lesione del nervo sciatico-popliteo esterno.