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Glossari

Termine Definizione
ANISOCORIA

Disuguaglianza del diametro delle due pupille che può essere segno di lesione cerebrale.

ANO PRETERNATURALE (o artificiale o contro natura)

Apertura chirurgica della parete anteriore dell'addome, che pone in comunicazione l'intestino con l'esterno in modo che attraverso di essa si abbia l'eliminazione delle feci, quando la defecazione non è possibile per vie naturali.

ANOFTALMO

Mancanza dell'intero bulbo oculare. Può essere congenita o, molto più frequentemente, dovuta ad enucleazione chirurgica del bulbo, resasi necessaria per esiti di gravi traumi oculari.

ANOPSIA

Impossibilità di usare la vista di un occhio pur essendo integro l'apparato recettivo (retina e nervo ottico). Tale condizione si verifica nei casi di strabismo, nei quali l'occhio deviato viene praticamente escluso dalla visione, essendo l'altro occhio dominante.

ANOSMIA

Perdita del senso dell'odorato.

APRASSIA

Mancanza della capacità di coordinare i movimenti degli arti, per cui il soggetto non è in grado di eseguirli correttamente. Dipende da lesioni della regione parietale sinistra cerbrale e colpisce prevalentemente gli arti superiori, che pure sono indenni da parlisi o da atassia.

ARBITRATO

I contratti di polizza infortuni o malattia prevedono, nel caso non vi sia accordo per il pagamento dell'indennizzo, il ricorso all'Arbitrato.  Questa è una procedura che viene attivata a richiesta dell'assicurato; le parti ( Assicurato e Assicurazione) sono teneute a nominare un loro specialista medico - legale  che è definito Arbitro di parte. Entrambi gli Arbitri propongono poi una terna di esperti medico - legali e fra questi tre nominativi  poi sarà scelto il Terzo Arbitro. In caso di divergenze non sanabili, il Terzo Arbitro sarà nominato invece dal Presidente dell'Ordine dei Medici della città in cui ha sede il collegio arbitrale ( soliatamente la città più vicina alla residenza dell'assicurato dove vi sia un Istituto Universtitario di Medicina Legale). Il collegio di tre arbitri, che discute la controversia, si riunisce per discutere il caso e predispone poi un documento - definito lodo arbitrale - in cui vengono formulate le conclusioni dello stesso collegio arbitrale. La decisione non è solitamente assunta all'unanimità ma è sufficiente che uno dei due arbitri di parte condivida la valutazione del Terzo Arbitro per ritenere valido il lodo arbitrale. Tale procedura è  onerosa per l'assicurato che deve pagare sia l'onorario al proprio arbitro (solitamente lo 0,5% del capitale assicurato) che  la metà dell'onorario del terzo arbitro. 

AREFLESSIA

Assenza dei riflessi; può essere parziale (relativa ad un riflesso determinato) o totale (asenza dei riflessi profondi osteo-tendinei).

ARTROCENTESI

Intervento chirurgico che consiste nella puntura di una articolazione a scopo diagnostico o curativo. In genere si attua per evacuare l'articolazione da versamenti sierosi o sanguigni.

ARTRODESI

Intervento chirurgico finalizzato ad abolire la funzionalità di un'articolazione provocandone l'anchilosi artificiale, mediante unione dei suoi componenti ossei. È praticata, in genere, quando i movimenti articolari sono estremamente dolorosi, ad esempio, per grave processo artrosico.

ARTROGRAFIA

Metodo di indagine radiografica che consente lo studio delle cavità articolati mediante l'introduzione in esse di un mezzo di contrasto radioopaco o radio - trasparente (aria).

ARTROPLASTICA

Intervento chirurgico attuato allo scopo di ricostruire un'articolazione lesa.

ARTROPROTESI

Sostituzione totale di una articolazione con materiali artificiali biocompatibili.

ARTROSCOPIA

Esplorazione visiva di un'articolazione mediante uno strumento dotato di sistema ottico (artroscopio) che viene introdotto nella capsula articolare distesa da soluzione fisiologica, a scopo diagnostico o chirurgico.

ASFISSIA

Mancanza di apporto di ossigeno all'organismo, che può verificarsi per chiusura delle aperture o delle vie aeree (soffocamento, strangolamento, strozzamento, impiccamento), per invasione di liquidi attraverso le vie aeree (annegamento), per immobillzzazione del mantice toracico, che impediscono all'emoglobina di funzionare da trasportatore di ossigeno. Qualora all'azione asfittica non segua la morte del soggetto, possono residuare postumi a carattere permanente, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, particolarmente sensibile alla carenza di ossigeno.

ASINERGIA

Mancanza di coordinazione fra le parti od organi che normalmente agiscono in armonia.

ASSENZA

Perdita momentanea ed improvvisa 'della coscienza, di breve durata, caratteristica del cosiddetto piccolo male epilettico. Va notato che tale sintomo appartiene quasi esclusivamente all'epilessia idiopatica, ossia non traumatica.

ASSIDERAMENTO

Sindrome dovuta all'abbassamento della temperatura corporea per diminuzione di quella ambientale e che comincia a manifestarsi quando la temperatura del corpo si aggira sui 34°C e può determinare la morte se raggiunge i 24° C. Sintomi iniziali sono la sonnolenza, il pallore, i disturbi sensoriali, cui può seguire il coma e la morte.

ASTENIA

Sintomo di debolezza.

ASTENOPIA

Stanchezza visiva che costringe il soggetto ad interrompere di tanto in tanto il lavoro o la lettura, a stropicciarsi gli occhi ed è talora accompagnata da cefalea o nausea. Per lo più dovuta a vizio di rifrazione (ipermetropia) viene chiamata astenopia accomodativa; può conseguire a traumi del capo di notevole violenza che abbiano alterato l'equilibrio neuro-oftalmico nei suoi rapporti endocerebrali.